
Ci siamo abituate a restare in superficie, a fingere di essere qualcuno per essere riconosciute. Ad essere banali, scontate, ripetitive, omologate a tutti quei modelli che ci vengono propinati ancora ovunque, persino da parte di chi si occupa di spiritualità e dintorni.
Abbiamo passato la nostra esistenza a scappare da noi stesse, per non sentire, per non vedere. Finendo per rinnegare sensazioni, intuizioni, sentimenti, accondiscendendo a vivere secondo un ritmo tutto maschile, unilaterale, sconnesso dalla realtà invisibile.
Ci siamo lasciate sedurre dal risultato immediato e abbiamo dimenticato la bellezza del tempo che scorre e che ciclicamente ritorna.
Ci siamo abituate a resistere alla Vita.
Ma arriva un momento in cui lo sentiamo.
Che è necessario fiorire, intendo. Sbocciare, uscire allo scoperto. Iniziare a prendersi cura di sé, così da permettere alle nostre qualità di manifestarsi, ai nostri doni di condividersi. A noi di vivere.
E allora questo è un invito ad ogni Donna.
Permettere alla Bambina di ieri di divenire Donna di oggi.
Uscire dalle nostre resistenze interiori, rinunciare alle nostre abitudini, metterci in discussione, abbandonare le nostre certezze, aprirci allo sconosciuto. Imparare a scendere nelle nostre profondità, così da guarire le ferite legate alla matrice emotiva femminile, con quelle energie profonde, occulte, legate alla Luna, alla Notte, all’Acqua, al Sangue che continuiamo a non voler sentire. Permettendoci di lasciarci permeare da quelle energie creative, intuitive, piene di mistero, di magia, che ci invitano a tornare a Casa. Dentro di Noi, nel corpo che abitiamo.
Anche se nessuno ci ha mai insegnato ad amare il nostro corpo. A rispettarlo, a onorarlo, senza più confonderlo con qualcosa da mostrare per la sua Bellezza. O da nascondere, per la nostra vergogna.
Anche se nessuno ci ha mai insegnato a sentire il nostro corpo. E considerarlo come un luogo confortevole, accogliente, un luogo sacro, in cui poter davvero radicare l’Anima.
Anche se nessuno ci hai mai insegnato ad abitare con armonia il nostro corpo. Che in fondo è riconnetterci ai nostri cicli e scoprire che è proprio qui, nel nostro essere cicliche, che risiede il potere di creare noi stesse. E il mondo fuori. Che è proprio qui, nel nostro essere cicliche, che possiamo leggere il più ricco manuale di cura su Noi stesse. Che è proprio qui, nel nostro essere cicliche, che possiamo trovare la bussola per il più profondo percorso di consapevolezza che possiamo intraprendere.
Anche se siamo cresciute nella paura, e continuiamo ad avere un estremo bisogno di controllo e di sicurezza, è il momento in cui dobbiamo invece auto-incoraggiarci a correre dei rischi. E osare davvero affrontare le nostre paure, scegliere di superarle. E darsi la possibilità di incontrarsi davvero, senza più scappare da noi stesse.
Da dove iniziare?
Dai tornare a connetterci ai nostri cicli, e viverli pienamente negli aspetti luminosi e oscuri, così da entrare in contatto con le parti ombra della nostra personalità.
Le parti ombra sono quegli aspetti che abbiamo nascosto a noi stesse e agli altri, perché ci ricollegano ad emozioni che ci hanno insegnato a reprimere oppure che non vorremmo mai più provare, emozioni che sono rimaste bloccate nel nostro mondo interiore. Sono quelle parti sporche, che ripudiamo di noi stesse, che non vorremmo mai ci appartenessero. Sono le memorie nostre o delle nostre antenate che ancora vivono nel nostro campo energetico, condizionando la nostra esistenza.
Ma è proprio il contatto con questa dimensione oscura di noi che ci permette di trasformarci e tornare a fluire in armonia, semplicità e naturalezza con la Vita stessa.
Così da ritrovarci integre davvero.
Più diventiamo consapevoli dei nostri segreti, delle nostre “cose” nascoste, più recuperiamo Fiducia e Potere e ci alleniamo all’Amore.
Più liberiamo ciò che tratteniamo dentro di Noi e più energia abbiamo a nostra disposizione. Per noi e per la Vita che siamo.
E allora, non vale la gioia provarci?
Riconnetterci alla nostra essenza. E fiorire.
Da dentro.
